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In Emilia Romagna boom della raccolta di rifiuti tecnologici

Il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo ha presentato a Modena i dati regionali sulla raccolta di rifiuti tecnologici in Emilia Romagna. Smartphone, tablet, elettrodomestici, pile e batterie. Tutti oggetti che, vittime dell’usura o dell’incessante innovazione tecnologica, vengono prima o poi gettati, creando montagne di rifiuti tecnologici che possono diventare nuove materie prime, se opportunamente trattati e riciclati.

È quello che succede in Emilia Romagna, dove – stando agli ultimi dati di Cobat – la raccolta è ogni anno più capillare, grazie a una rete di logistica e trattamento che raggiunge ogni città e piccolo paese, dall’isola ecologica ai prelievi presso le imprese. Il dato più significativo resta quello delle pile e delle batterie al piombo, comunemente utilizzate nelle automobili. Da gennaio a settembre 2015 sono state raccolte quasi 12 mila tonnellate. Sempre nello stesso periodo, sono più di 1.200 le tonnellate di rifiuti elettronici, nello specifico RAEE, raccolte dal consorzio. Un dato in crescita rispetto alle 627 tonnellate del 2014. Nel 2013, quando Cobat aveva appena cominciato la sua attività nella filiera, erano poco più di 5.

L’acronimo RAEE sta per Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Prodotti presenti in maniera massiccia in ogni casa: elettrodomestici, pc, smartphone, tablet e ogni tipo di dispositivo dotato di spina o batteria. Rientrano nella categoria anche i pannelli solari, sempre più diffusi sui tetti degli emiliani e dei romagnoli e che possono essere trattati e riciclati. “La crescita che abbiamo avuto in Italia, e in particolare in Emilia Romagna, è dovuta principalmente alla fitta rete di raccoglitori e di impianti di riciclo distribuita su tutto il territorio – spiega Michele Zilla, Direttore Generale di Cobat. La Regione è coperta da quattro Punti Cobat, aziende specializzate nella raccolta e nello stoccaggio di qualsiasi tipologia di rifiuto, e può contare su un network di impianti di trattamento e riciclo diffuso in Emilia e nelle regioni limitrofe, in particolare Lombardia e Veneto. In questo modo, siamo in grado di abbattere i costi di logistica e trattamento, garantendo un servizio in linea con le esigenze delle imprese”.


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