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Ecco perché i piatti di plastica possono essere riciclati

Nonostante le campagne informative comunali, ancora in molti ignorano un fatto importante in materia di raccolta differenziata: piatti e bicchieri di plastica sono riciclabili.

Infatti, dal 1° maggio 2012 è stato stabilito che questi oggetti di uso comune sulle tavole possono essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica perché considerati imballaggi.

"L'Italia è stata uno dei primi paesi ad estendere la raccolta differenziata dai contenitori per liquidi a tutti gli altri imballaggi", spiega Antonio Furiano, responsabile commerciale Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica). "Questo ci ha permesso di acquisire know how su come valorizzare le differenti componenti della raccolta al punto tale che ad oggi Corepla è l'unica realtà in Europa e forse nel mondo che a partire dalla raccolta differenziata, riesce a selezionare ed avviare a riciclo ben 15 prodotti in plastica diversi".

Corepla, consorzio leader in Italia per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica, ha dichiarato che solo nel 2015 sono state recuperate circa 900 mila tonnellate di plastica. A partire dal 1 maggio 2012 l'allagamento della raccolta ha interessato anche i piatti e bicchieri monouso in plastica, fatti in polipropilene e polistirene: questo ha permesso di spingere i cittadini al conferimento di questi materiali nella raccolta differenziata. "Da questa estensione - spiega Furiano - sono derivati dei benefici ambientali, l'opportunità per i Comuni di veder aumentare i corrispettivi ricevuti a fronte del materiale conferito ed in particolar modo ha permesso ai piatti e bicchieri monouso in plastica di continuare ad offrire tutta la loro praticità con in più la certezza di un loro effettivo recupero".

Il processo di valorizzazione di piatti e bicchieri in plastica non si conclude con la raccolta. "Attraverso notevoli sforzi e grazie anche agli investimenti in tecnologia degli impianti di selezione, oggi possiamo dire, con tanto orgoglio, che i piatti e bicchieri in polipropilene, fatti confluire nella raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, una volta selezionati, insieme agli altri imballaggi in polipropilene MPO ed IPP, vengono avviati a riciclo", sottolinea il portavoce di Corepla.

Sul riciclo dei prodotti in polistirene, il processo tecnologico di ricerca per il riciclo è ancora in corso: i risultati sono buoni e secondo Corepla nel prossimo futuro anch'essi potranno essere avviati al riciclo. Al fine di valorizzare al meglio le stoviglie monouso, Corepla ha portato avanti un progetto sperimentale con Milano Ristorazione S.p.A., AMSA S.p.A. e IPPR - Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo. L'obiettivo del progetto è verificare la fattibilità di un processo di avvio a riciclo di un flusso omogeneo costituito dai rifiuti di stoviglie in plastica provenienti dalla ristorazione collettiva, mediante l’attivazione di un circuito di raccolta dedicata (sperimentale), ed il successivo ritiro del materiale raccolto da parte di Corepla per l’avvio a riciclo. "Tale progetto - racconta Furiano - ci ha permesso di consegnare a 176 scuole dell’infanzia di Milano di un kit “Orto verticale”, prodotto con il materiale riciclato attraverso questo processo, che permette ai bambini di toccare con le "proprie mani" la nuova forma delle stoviglie in plastica raccolte da loro stessi". Va detto però che per evitare che piatti e bicchieri di plastica finiscano in discarica, il primo passo deve farlo il cittadino. "Tutto il processo di valorizzazione di detti manufatti, non può prescindere da una corretta differenziazione da parte del cittadino", spiega l'esperto. "Infatti, è fondamentale che i piatti e bicchieri siano prima completamente svuotati da ogni residuo: la presenza nella raccolta degli imballaggi in plastica di avanzi organici, costituirebbe un serio problema sia per le operazioni preliminari di selezione che per il successivo avvio a riciclo e/o recupero".

Ciò che resta ancora non differenziabile sono le posate di plastica e i bastoncini per mescolare il caffè. Questi oggetti infatti non possono essere considerati imballaggi e vanno conferiti nella raccolta del secco residuo come rifiuti indifferenziati.


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