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Con le Case dell’Acqua non si spreca plastica

Grazie a questi distributori si limitano anche le emissioni di anidride carbonica. Le Case dell’Acqua sono preziosi strumenti a disposizione dei cittadini, perché distribuiscono acqua di rete, la stessa dell’acquedotto. A seconda dei gusti, poi, è possibile sceglierla naturale o frizzante.

Una delle società che, in collaborazione con i Comuni, si occupa di realizzare tali Case è il Gruppo Cap, che opera principalmente nella Città Metropolitana di Milano, ossia nei Comuni attorno al capoluogo lombardo.

Sotto l’aspetto ambientale, le Case dell’Acqua consentono di consumare molta meno plastica. Dall’inizio dell’anno al 6 ottobre scorso, infatti, grazie alle 133 Case dell’Acqua installate dal Gruppo Cap, sono stati risparmiati oltre 640mila chili di questo materiale, corrispondenti a più di 16 milioni e mezzo di bottiglie da 1,5 litri. A livello di emissioni di anidride carbonica, il risparmio si attesta a quasi un milione e mezzo di chili e oltre 1.500 tir sono rimasti fermi. I litri d’acqua erogati, che sono monitorati in tempo reale, sono stati circa 24.150.000.

La qualità dell’acqua fornita da tali Case è assicurata da controlli mensili specifici su 40 parametri, grazie ai quali il Gruppo Cap ha ottenuto la certificazione ISO 22000 per la sicurezza alimentare. Il monitoraggio, però, non si limita a questo: sulle reti e sui pozzi sono infatti eseguiti oltre 26mila prelievi all’anno, con quasi 690mila determinazioni analitiche su svariati parametri chimici e macrobiologici. Controlli periodici sono poi svolti anche dall’Ats (Agenzia di tutela della salute). Da questo approfondito monitoraggio emerge che l’acqua di rete, oltre a rispettare tutti i parametri della normativa in vigore e a essere di ottima qualità, è anche batteriologicamente pura e contenente un mix equilibrato di sali minerali.

È importante precisare che le Case dell’Acqua del Gruppo Cap non hanno filtri: in pratica, l’acqua erogata è quella dell’acquedotto e non è né microfiltrata, né purificata né sottoposta ad alcun trattamento. Tutti i trattamenti sono infatti eseguiti all’origine, nell’impianto di potabilizzazione. L’unica forma di trattamento presente nelle Case dell’Acqua consiste in una lampada UV posizionata sull’erogatore (parte da disinfettare perché con essa entrano a contatto molte persone), che però interessa, appunto, l’impianto e non l’acqua. Siccome poi per Legge le Case dell’Acqua sono equiparate ai servizi in cui vengono somministrati alimenti e bevande, anch’esse devono essere uniformi al sistema HACCP. Quando il Gruppo Cap installa una Casa dell’Acqua, la manutenzione ordinaria viene affidata al Comune, che sottoscrive un contratto con un manutentore qualificato sulla base di un protocollo che rispetta rigidamente gli standard HACCP. Infine, per verificare la qualità dell’acqua erogata da tali impianti, il Gruppo Cap effettua analisi mensili, pubblicando i risultati sul proprio sito internet.


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