Dai reflui fognari si ricava il metano

Il Gruppo Cap sta trasformando i suoi principali depuratori in bioraffinerie.

Lo scorso 30 settembre, nel corso della presentazione del Bilancio di sostenibilità e del bilancio ambientale del Gruppo Cap, un’auto a metano è stata alimentata con il carburante prodotto dai reflui fognari trattati nel depuratore di Niguarda-Bresso.

Per favorire un’economia circolare, la società che gestisce l’acquedotto, la fognatura e la depurazione nella Città metropolitana di Milano sta trasformando i suoi principali depuratori in bioraffinerie capaci di generare ricchezza dalle acque di scarto. Fare il pieno alla propria auto con l’acqua non è dunque più un sogno e presto, a Milano, nascerà il primo distributore italiano di metano a chilometri zero, dove far rifornimento con il gas prodotto dai reflui fognari della Città metropolitana.

Secondo gli studi effettuati dagli esperti del Gruppo Cap, il solo depuratore di Bresso ha le potenzialità per sviluppare una produzione di oltre 340mila chili di biometano all’anno, con cui è possibile alimentare più di 400 vetture per 20mila chilometri annui. Notevoli sono anche i risparmi per via del costo di produzione di 0,58 euro al chilo, sensibilmente inferiore ai circa 0,9 euro al chilo con cui oggi si acquista il metano sul mercato.

“Puntare sulla sostenibilità per una grande azienda pubblica come Cap significa prima di tutto innovare, sperimentare e progettare il futuro delle nostre città. Un futuro in cui l’acqua e l’energia saranno sempre più preziose”, ha commentato Alessandro Russo, presidente del Gruppo Cap. “Trasformare i depuratori in bioraffinerie in cui dall’acqua sporca nascono nuovi prodotti, riaprire i canali e le rogge costruiti nel medioevo per ridurre l’impatto delle bombe d’acqua, mettere in campo le tecnologie più avveniristiche per il controllo dell’acqua potabile e della falda sono tutte tessere del mosaico di sostenibilità che Cap sta componendo con la grande collaborazione delle istituzioni e degli stakeholder”.