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Assoverde: più impegno e risorse per il verde pubblico

Una cultura del verde poco sviluppata, nelle grandi città come nei paesi, perché, sostengono gli addetti ai lavori, quando vengono tagliati i fondi agli Enti Locali, a farne le spese sono parchi ben tenuti e aiuole fiorite. Ma come dar torto alle amministrazioni se con i fondi che hanno a disposizione preferiscono mantenere attivi i servizi alle persone piuttosto che avere erba sempre perfettamente tagliata in un parco?

Tutti d’accordo quindi, ma il problema di parchi trascurati e con grandi potenzialità inespresse rimane. Al nord come al centro e sud. Da Assoverde, l’associazione rappresenta le imprese che operano nel verde e che ha lo scopo di promuovere la salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e del suolo attraverso il coordinamento delle opere delle imprese associate, spiegano che nel Bel Paese “la cultura del verde potrebbe essere più sviluppata. Basta andare all’estero, Francia o Germania, per accorgersi di come non ci sia aiuola o bordo stradale perfettamente curato e pulito”.

In Italia invece questa non è una caratteristica distintiva delle città e delle strade anche se ci sono alcuni luoghi dove il verde è una priorità assoluta. “A Bologna – afferma Roberto Diolaiti, Direttore del settore Ambiente e verde urbano del Comune – abbiamo il maggior spazio verde per abitante. I 1.200 ettari di verde cittadino, suddivisi per i circa 370mila abitanti del capoluogo emiliano, danno come risultato circa 30mq di verde per abitante.

Non sono molte le città che possono vantare un dato come questo. E se da un lato il budget a disposizione si è ridotto e il verde non cresce tanto quanto negli anni ’70 – ammette Diolaiti – Bologna non rinuncia al verde e impone che per ogni nuovo insediamento sorga anche una nuova area verde. Ma non tutte le città, indipendentemente dalla dimensione, mettono il verde pubblico così in alto tra le priorità e a pagare sono anche i dettagli. “In passato – affermano da Assoverde – i tagli di erba che in una stagione venivano fatti nei parchi pubblici erano molti di più”. Oggi invece il numero di tagli dipende dall’ammontare dei fondi a disposizione per la cura del verde pubblico.

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