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Emissioni notevoli per gli impianti a biomassa

 

Sono state rilevate sia in stufe a pellet di prima qualità, sia in quelle più economiche

L’inquinamento del settore domestico degli impianti a biomassa sono rilevanti. Infatti, dopo un certo periodo d’utilizzo, nelle stufe a pellet le emissioni di Benzoapirene aumentano considerevolmente, crescendo dalle 40 fino alle 80 volte in confronto al loro valore iniziale. Lo attesta lo “Studio comparativo sulle emissioni da apparecchi a gas, GPL, gasolio e pellet ed effetto dell’invecchiamento”.

 

Aumenta anche l’emissione di Particolato

Tale indagine, condotta da Innovhub–Stazioni Sperimentali per l’Industria (Camera di Commercio Metropolitana di Milano Monza-Brianza Lodi), è stata recentemente presentata a Milano. In una prima fase, lo studio si è concentrato sul confronto delle caratteristiche emissive dei piccoli apparecchi per utenze domestiche, utilizzati per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, alimentati con diversi combustibili. Successivamente, prendendo in considerazione esclusivamente gli impianti alimentati a pellet, ha analizzato le variazioni dei livelli di emissione dei diversi inquinanti (Particolato, CO e Benzo(a)pirene) a seguito dell’invecchiamento di tali apparecchi, dopo un periodo di funzionamento equivalente a due anni termici con un intervento di manutenzione tra il primo e secondo.

Dall’analisi è emerso che l’effetto dell’invecchiamento degli apparecchi a pellet si è dimostrato non correlato alla qualità del combustibile o della stufa. Dopo un certo tempo di utilizzo le stufe a pellet hanno manifestato una degenerazione delle prestazioni in termini di Monossido di Carbonio (CO); inoltre, incrementi marcati di Particolato (PM) si sono osservati in 3 casi su 4 durante la prima o la seconda stagione simulata. Ancora più marcate sono risultate le variazioni di Benzo(a)Pirene e degli altri Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), con incrementi da quasi 40 a oltre 80 volte rispetto al valore rilevato inizialmente. In tutti i casi, dopo l’invecchiamento, si verifica l’incremento delle emissioni.

 

Una manutenzione almeno annuale

Dalle analisi effettuate emerge dunque quanto sia fondamentale sottoporre le stufe alimentate a pellet a una corretta e completa manutenzione, almeno annuale, dal momento che anche gli apparecchi di gamma medio-alta alimentati con pellet di buona qualità sono soggetti all’insorgere di fenomeni di instabilità e di degenerazione delle prestazioni. L’indagine ha preso infatti in esame gli apparecchi a pellet, sia quelli di gamma medio-alta (categoria 4 stelle), fra le più vendute in Italia, sia quelli di tipo economico (categoria 3 stelle), venduti nella grande distribuzione. Ciascuna stufa è stata testata sia con pellet della più elevata qualità disponibile sul mercato (classe A1), sia con pellet di qualità inferiore (classe A2).

 

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